ALITALIA ALZA LE TARIFFE PER CHI RIENTRA DAL GIAPPONE. LA NOSTRA ASSOCIAZIONE DI CONSUMATORI RIPORTA LA PROTESTA

 Alitalia opera tutti i collegamenti con il Giappone, da Roma e da Milano, pari a 18 frequenze settimanali, senza alcuna cancellazione, ma solo con Osaka. Lo precisa la compagnia aerea aggiungendo che per garantire la massima regolarita' dei collegamenti, in coordinamento con l'Unita' di Crisi della Farnesina, e' stato deciso che i voli verranno operati solo sull'aeroporto di Osaka. La capacita' dei voli resta adeguata alla domanda e vi sono posti disponibili per il rientro dal Giappone.

Questo è quanto riporta un'agenzia ANSA. La notizia invece, quella vera è la denuncia di alcuni cittadini italiani che A.E.C.I.  riporta integralmente: Un gruppo di 120 italiani residenti con le loro famiglie in modo stabile in Giappone hanno denunciato "il trattamento commerciale inqualificabile riservato ai connazionali residenti da Alitalia". "La nostra compagnia aerea di bandiera, - ha denunciato il forum - sta applicando prezzi eccezionali gravati di tutti i rincari possibili sulla base dell'urgenza a persone e intere famiglie, che partono sapendo di dover lasciare anche una vita intera alle proprie spalle".

"L'ambasciata italiana in Giappone - ha denunciato Adamo Lussana, addetto stampa del Giappone Forum - ha divulgato il consiglio agli italiani residenti di partire, ed effettivamente dalle testimonianze su Facebook presso gli aeroporti principali c'è un addetto della nostra Ambasciata. Il quale però non ha alcun indirizzo nazionale e non può agire se ad una famiglia di 4 - 5 persone (ad esempio: madre, padre, 2 figli e un anziano) mancasse il denaro per rimpatriare".

"A quanto risulta - ha continuato Lussana - i voli diretti in Italia sono stati tutti spostati da Tokio ad Osaka, con ulteriore aggravio di costi e difficoltà per gli italiani, che per raggiungere la nuova destinazione di partenza devono percorrere circa 450/500 chilometri con mezzi e costi propri (il biglietto costa circa 100 euro a persona)".

I sottoscrittori, un piccolo gruppo di circa 120 persone, sono tutti residenti abituali del paese del sol levante, e famiglie composte da marito/moglie di nazionalità giapponese. Alcuni lamentano inoltre altissimi costi per trasportare il proprio cane/gatto, che abbandonato morirebbe di stenti. 

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